giovedì 11 gennaio 2018

Elogio dei sogni - Wistawa Szymborska


In sogno
dipingo come Vermeer.
 
Parlo correntemente il greco
e non solo con vivi.
 
Guido l'automobile,
che mi obbedisce.
 
Ho talento,
scrivo grandi poemi.
 
Odo voci
non peggio di santi autorevoli.
 
Sareste sbalorditi
dal mio virtuosismo al pianoforte.
 
Volo come si deve,
ossia con le mie forze.
 
Cadendo da un tetto
so planare dolcemente sul verde.
 
Non ho difficoltà
a respirare sott'acqua. 
Mi rallegro di sapermi sempre
svegliare prima di morire.
 
Non appena scoppia una guerra
mi giro sul fianco preferito.
 
Sono, ma non devo
esserlo, una figlia del secolo.
 
Qualche anno fa
ho visto due soli.
 
E l'altro ieri un pinguino
con assoluta chiarezza.
 "Elogio dei sogni" di Wistawa Szymborska è o può essere un lineare encomio alle manifestazioni oniriche che pervadono le nostre notti ma, ogni qualvolta che rileggo i versi, la mia mente elabora un'interpretazione quasi paradossale.
Sono sempre stata affascinata dai componimenti semplici: instillano nel lettore il dubbio che vi siano messaggi celati od interpretazioni superiori, portandolo a concetti inesplorati nella quotidianità. (Così mi sperdo in uno sconfinato cielo striato dai bordi sfaccettati delle stelle)
Nei sogni siamo onnipotenti, possiamo compiere azioni inverosimili ed i nostri stessi incubi sono burattini della mente: come poter soccombere ad immagini originate dal nostro stesso cervello?
Un inganno giocoso tra creazione e visione.

Rabbrividisco, tuttavia, al pensiero che il sogno sconfini dalla notte oscurando il sole, porterebbe alla pazzia.

La dimensione onirica è forse ciò che meglio rappresenta la natura umana: il dinamismo di un caotico mutare che innalza l'individuo. L'uomo è un essere in costante evoluzione: i limiti spesso sono solo  mentali, come un incubo troppo invadente.
Cari lettori,
spero che questa prima poesia di Szymborska vi sia piaciuta.
A Natale un amico mi ha regalato la raccolta "La gioa di scrivere" dell'autrice Polacca e con curiosità ne sto esplorando le pagine.
Voi conoscevate già questo componimento? Cosa ne pensate?

Ci "leggiamo" presto,
Erica.

8 commenti:

  1. Ciao! Non conoscevo affatto questa poesia e devo dire che condivido la tua analisi. Il componimento sembra semplice, ma quasi sicuramente ha diversi livelli di lettura...
    Devo dire che anche a me capita di sognare alcune di queste immagini!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono molto felice che l’analisi ti sia piaciuta :D davvero? Io purtroppo non ho mai sognato immagini di questo tipo. Grazie per essere passata!

      Elimina
  2. Bellissima questa poesia...
    ciao, sono una nuova follower, se ti va puoi seguirmi anche tu come lettore fisso :)
    https://amoriemeraviglie.blogspot.it/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono felice che ti piaccia! Passo a visitarti volentieri!

      Elimina
  3. Una poesia che trovo molto affascinante, il sogno è di per se un processo mentale affascinante. Se sconfina nella realtà può portare alla pazzia, come dici tu, ma anche alla visione creativa del mondo, caratteristica che hanno molti scrittori e artisti.

    PS: ti ho nominata per un riconoscimento ecco il link: https://lperlibro.blogspot.it/2018/03/blogger-recognition-award-2018.html

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono felice che ti sia piaciuta la poesia!
      Grazie mille per la nomina, vado a vedere subito!

      Elimina
  4. Ciao! Ti ho nominato per il premio "Blog fantasiosi": https://lanostrapassionenonmuore.blogspot.it/2018/03/durer-e-il-rinascimento-italiano.html Spero che ti faccia piacere!

    RispondiElimina

Firefly Pointer