lunedì 30 ottobre 2017

La donna di sabbia - Kobo Abe

Cari lettori,
sto cercando di aggiornare con maggiore puntualità il blog, anche se non è facile.
Devo imparare a gestire più cose contemporaneamente.

Oggi vi propongo la recensione de "La donna di sabbia" di Kobo Abe, un romanzo che non mi ha soddisfatta in pieno. Ritengo di poter pensare, tuttavia, d'esser io il problema: ho iniziato la lettura di un nuovo libro "Camere separate" di Tondelli e anch'esso non mi stava piacendo. Per evitare di non apprezzare un testo solo perché letto nel momento sbagliato, ho deciso di abbandonarlo e di darmi del tempo per trovare la lettura futura più adatta a questo momento.
(Pss ... Il primo candidato è "Cime tempestose" in un'edizione del 1949!)

Anche voi capitano periodi in cui nessun volume è di vostro gradimento?
Avete qualche consiglio?

Godetevi la recensione!

Informazioni generali:

Titolo: La donna di sabbia
Autore: Kobo Abe
Genere: Romanzo
Casa Editrice: Ugo Guanda Editore
Lingua originale: Giapponese
Lingua: Italiano
Prezzo: 22.000 Lire
ISBN: 88-7746-452-6
Cosa ne penso:
"La donna di sabbia" di Kobo Abe, autore giapponese ormai deceduto nel 1993, è indubbiamente un libro particolare. Autori che propongono materiale simile al pubblico non sono comuni.

La vicenda è raccontata dal punto di vista di un narratore onnisciente che ha accesso ai pensieri più intimi del protagonista.
Il personaggio principale è Junpei Niki un' entomologo che decide di recarsi sulla sabbiosa costa Giapponese per cercare e determinare un nuovo esemplare appartenente all'ordine delle Cicindele. L'esplorazione scientifica muta presto in incubo. Junpei giunge in un povero villaggio di pescatori isolato tra le alte dune di sabbia che segnano il confine con l'acqua salmastra; un'inquietante caratteristica del luogo lo turba: le dune s'innalzano rapidamente avvicinandosi al mare e, mentre gli strati di sabbia aumentano, le case del paesino rimangono sempre allo stesso livello. Gli abitanti hanno scavato intorno alle casupole più vicine alla costa delle profonde buche per evitare che le case in legno vengano schiacciate dal peso della sabbia; è proprio in una di queste strutture, sul fondo di una fossa, che Junpei trascorrerà la notte ospite di una donna. Il protagonista scopre di essere condannato a trascorrere la vita nella buca lavorando ogni notte per rimuovere la sabbia: solo in questo modo l'avanzata della rena è ostacolata. Esasperati tentativi di fuga, dialoghi interiori deliranti ed un erotismo accompagnano Jumpei in questa esperienza inaspettata.



La vicenda è indubbiamente surreale e grottesca, caratteristica che ho molto apprezzato e che mi ha spinta a portare a termine la lettura.
La parte iniziale del romanzo mi ha intrattenuta, ero curiosa di scoprire lo sviluppo della vicenda e se Junpei sarebbe mai riuscito a scappare.
La parte centrale del libro, tuttavia, mi ha annoiata: i piani realizzati dal protagonista per fuggire, oltre ad essere inefficaci, richiedono una lunga attesa, durante la quale le giornate si susseguono uguali. Il piatto scorrere del tempo è smosso da alcuni dialoghi o monologhi immaginari figurati nei momenti di massimo sconforto, essi tuttavia non mi sono apparsi collegati alla storia; temo di non essere riuscita a cogliere le corrispondenze o le allegorie celate dietro a questi testi.

Il romanzo ha ridestato il mio interesse solo nei pressi della conclusione: il pensiero di fuggire porta ad un ultimo esasperato tentativo di fuga che, tuttavia, sfocerà nell'inaspettata decisione di rimanere insieme alla donna.


Nella narrazione è emersa la capacità descrittiva dell'autore che, con maestria, è riuscito ha trasmettere al lettore il senso di claustrofobia provato dal protagonista all'interno della casa sul fondo della fossa: pareva di sentire il fastidioso attrito della sabbia calda incollata alla pelle inumidita dalle alte temperature.

Molte recensioni ed articoli considerano "La donna dei sabbia" una grande metafora che pone in relazione la società attuale (e le sue imposizioni) con la rena da cui gli uomini devono difendersi per non farsi seppellire. Gli apparenti deliri del protagonista sarebbero riflessioni sulla vita che egli conduceva e, sui rapporti umani a cui era abituato ed in cui era intrappolato. Egli, pertanto, ritrova il senso della propria vita nella libertà paradossale del vivere tra la sabbia: il significato della nostra esistenza lo si può scoprire solo dentro di noi, indipendentemente dalla realtà che ci circonda.
Kobo Abe ha voluto riflettere sull'importanza dell'identità presentando il nome del protagonista solo nelle pratiche burocratiche della denuncia di scomparsa: per lo stato Junpei è solo un' individuo determinato da un nome mentre, per noi lettori che ne abbiamo seguito le vicende, è molto di più. Paradossalmente, tuttavia, il proposito dell'autore non mi è parso realizzato: Junpei si sottrae ai ruoli imposti dalla società della metropoli per poi ricadere in quelli degli uomini della sabbia.

Alla luce di codeste considerazioni ho rivalutato il rapporto tra il protagonista e la "donna di sabbia": inizialmente Junpei considera l'ospite una cospiratrice che, con l'aiuto degli uomini del villaggio, lo tiene intrappolato nella fossa; inseguito, esso muta in una cooperazione lavorativa arricchita da un rapporto affettivo (preparare le pietanze, mangiare insieme, lavarsi reciprocamente) ed, infine, i due umani hanno dei rapporti sessuali. La donna rimane incita e Junpei decide di restare, prendendosi implicitamente carico del futuro nascituro. L'evolversi del rapporto tra i due può corrispondere all'abbandono totale della società da parte del protagonista: la diffidenza ed il sospetto di Junpei nei confronti dell'ospite sono conseguenza dell'abitudine a rapporti ipocriti e malevoli, germogli dell'ambiente in cui ha vissuto. Fidandosi ed entrando gradualmente in empatia con la donna egli si emancipa dalla società.

Per concludere, l'originalità della storia è apprezzabile e le descrizioni sono accurate. Rileggerò sicuramente questo testo per tentare di comprendere i messaggi che l'autore voleva comunicare. Credo di aver letto il volume nel periodo sbagliato.
 Spero che il post vi sia stato utile!
Avete già letto questo libro?

Ci "leggiamo" presto,
Erica.

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