giovedì 2 febbraio 2017

Trilogia della città di K. - Agota Kristof

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Cari lettori,
è ormai da alcuni mesi che ho terminato la lettura di "Trilogia della città di K." di Agota Kristof e, finalmente, sono riuscita a scriverne la recensione.

Il volume che vi presento, scritto da un'autrice ungherese naturalizzata svizzera, era originariamente una trilogia composta da libri pubblicati in anni differenti: in questa edizione del 2014 sono racchiusi tutti e tre gli scritti.
 Informazioni generali:

Titolo: Trilogia della città di K.
Autore: Agota Kristof
Genere: Romanzo drammatico
Lingua originale: francese
Editore: Einaudi (Super ET)
Anno edizione: 2014
Prezzo: 13€
Pagine: 348 pagine
ISBN: 9788806219307
 
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Agota Kristof
 La trama:

 E' stato necessario omettere alcune parti della trama per non rivelare i misteri che la caratterizzano.

Nel primo libro due fratelli gemelli raccontano, in prima persona plurale, la loro infanzia nella città di K., luogo non reale, ma che sembra ricordare una città dell'est che, al tempo della scrittrice, era in guerra. La madre dei due gemelli, per colpa della guerra, li affida alla nonna; ella risulta però essere crudele e brutale e li alleva costringendoli a lavori molto duri. I due gemelli crescono maturi ma insensibili.
La prima parte finisce con la comparsa del padre dei gemelli che chiede loro di aiutarlo ad attraversare la frontiera: uno dei fratelli scappa oltre confine.
I due bambini si dividono.

La prova narra in terza persona la storia del gemello Lucas rimasto nella città di K.
Il ragazzo viene da tutti trattato come un matto, poiché non si capisce se il gemello che a lui manca è veramente esistito o è frutto della sua immaginazione.
Nella casa dove ha vissuto la sua infanzia Lucas incontra Yasmine e Mathias, figlio di una relazione incestuosa tra Yasmine e il padre. Lucas si prende cura dei due.
L'ultima parte de La prova vede narrata la storia di Claus, l'altro gemello che fa ritorno nella città di K; nessuno sembra ricordarsi di lui: non esistono prove della sua infanzia lì, neppure le autorità crederanno alla sua storia.

La terza parte La grande menzogna narra la storia di Claus in prima persona singolare.
Claus racconta la sua versione di verità: viveva con i genitori e il fratello gemello quando un giorno una disgrazia famigliare cambia la loro vita per sempre.

L'ultima parte del libro vede l'arrivo di Lucas nella città della loro infanzia per trovare suo fratello, che ora si chiama Klaus. La tristezza che irruppe nella vita dei gemelli quando erano ancora bambini, si ripresenta in uno spiacevole epilogo.
 Il mio parere sul volume:

Mesi fa, scelsi di leggere questo volume in quanto la storia era ambientata in un paese dell'Est durante la Seconda Guerra Mondiale ( sapete quanto mi è caro questo tema). Appena intrapresa la lettura rimasi allibita, mi aspettavo di essere trasportata in mezzo ai disagi della guerra ma, non fu così: il conflitto mondiale, secondo il mio parere, diviene mero sfondo della narrazione. Non aspettatevi pertanto un romanzo storico.

Nel primo libro della trilogia, "Il grande quaderno", i gemelli Claus e Lucas descrivono in prima persona la loro vita a casa della nonna. Lo scritto si presenta, infatti, come un diario tenuto dai due fratellini.
I due bambini mostrano dei caratteri duri e rigorosi che, in seguito a delle prove fisiche e psicologiche autoimposte, li portano ad essere insensibili e resistenti di fronte ad ogni difficoltà. Le immagini crude che vengono descritte da Claus e Lucas, come il rapporto orale tra una ragazza ed un cane, presentano al lettore una realtà malata ed al limite con la finzione. Proseguendo nella lettura del romanzo comprenderemo maggiormente la natura di questi episodi irreali, tuttavia, non posso svelarvi altro per non rovinare il mistero che caratterizza la storia.

Per quanto riguarda le prove fisiche e psicologiche, come la sopportazione della fame e delle percosse o la resistenza agli insulti, desidero fare una precisione e proporvi una mia riflessione.
I gemelli imponendosi difficoltà di diversa natura vogliono diventare resistenti ed imperturbabili; per fare ciò affrontano e superano le avversità attraverso un pensiero preciso, riassunto in una frase del libro: << A forza di ripeterle, le parole a poco a poco perdono il loro significato e il dolore che portano si attenua. >>.
Ogni cosa che subiamo, che sia essa fisica o psicologica, con il tempo ed il ripetersi perde efficacia, trasformandosi in un abitudine vissuta con apatia.

La riflessione scaturita in me da questo pensiero è legata al nazismo o, più in generale, all'omicidio: come possiamo porre fine alla vita di un innocente? La risposta è semplice: il primo colpo d'arma da fuoco sarà il più difficile da sparare e la vista del primo cadavere sarà la più difficile da sostenere ma, colpo dopo colpo, corpo dopo corpo, il tutto muta in un semplice gesto meccanico messo in moto da un ordine eseguito con apatia.

Di seguito desidero inserire un estratto di due pagine dal "Il Grande Quaderno", nel quale Claus e Lucas descrivono una delle loro prove intitolata: "Esercizio di cecità e sordità".

Clicca sulle immagini per ingrandirle.



Molto bella in questo primo romanzo la descrizione della marcia dei prigionieri deportati nei campi di lavoro dai nazisti; essi vengono scherniti da una fantesca che li guarda dal ciglio della strada. La scena si esaurisce in una ventine di righe, lo stile è asciutto, sintetico, le descrizioni sono brevi ma crude, sufficienti a trasmette l'orrore di quell'attimo. 

La storia nel secondo libro, "La prova", è narrata dal punto di vista di Lucas che, dopo essersi separato dal fratello Claus (ometto la descrizione dettagliata dell'accaduto per non rovinare la lettura) cresce vivendo una serie di particolari avventure, nella città di K., che non hanno comunque risvolti positivi.

E' solo nell'ultimo volume della trilogia, "La terza menzogna", che vengono svelati gli arcani riguardanti la vita dei due gemelli.
Essi vennero separati durante l'infanzia ma non a causa del ritorno del padre, il "grande quaderno" dei due fratellini è forse narrato da una voce di troppo e, l'incontro in tarda età dei due inseparabili, porterà ad una fine tragica, triste come il delitto famigliare che rovinò la vita di Lucas e Claus.

Una peculiarità di questa trilogia, che io tendo a considerare un unico volume, è il senso di irrealtà praticamente costante che viene giustificato solo alla fine. In pratica, è come se noi lettori attraverso la lettura della storia svelassimo le reali vicende che hanno coinvolto la vita dei due gemelli, giungendo alla scoperta di un grosso ed irriparabile dramma famigliare.

La storia è pertanto estremamente triste, costellata dall'inquietitudine e dalla pazzia. La crudezza e la brutalità delle vicende sono pienamente rese dallo stile dell'autrice, i periodi sono per la maggior parte brevi, composti da parole semplici e dirette che colpiscono il lettore.

In conclusione, vi consiglio questo libro se desiderate leggere un inaspettato finale!
 
 Spero vivamente che questo post vi possa essere stato utile!
In un commento fatemi sapere se avete già letto questa trilogia o se è nella vostra lista dei desideri.

Alla prossima,
Erica.
  

2 commenti:

  1. Lo scorso mese ho scritto la mia top10 e non sapevo se inserire o meno questo libro, perchè mi ha lasciata con pensieri contrastanti. È il libro più strano che io abbia mai letto ma penso anche che sia geniale, soprattutto il modo in cui l'autrice prende in giro il lettore. Quindi alla fine l'ho inserito come +1 :P
    Buona giornata :)

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    1. Hai ragione, è proprio un libro insolito e particolare! Grazie per aver commentato :)

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