martedì 28 febbraio 2017

Gli intrusi - Georges Simenon

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Capita anche a voi di iniziare a leggere un libro spinti dalla sola voglia di scorrere lo sguardo sulle parole impresse nella carta? E' proprio così che ho intrapreso la lettura de "Gli intrusi" di Georges Simenon.
Qualche sera fa ero seduta sul divano, senza sapere cosa fare, decisi così di intraprendere una nuova avventura! I libri che avevo appena acquistato erano però in camera mia, luogo nel quale in quel momento tenevamo una delle mie due gatte che, dopo la sterilizzazione, era diventata aggressiva. Non potendo entrare in quella stanza, in quanto avrei messo in pericolo l'altra micia che era libera per casa, decisi di scegliere un libro dalla libreria di mio padre; un dorso ceruleo catturò immediatamente il mio sguardo e ... iniziai una nuova lettura!
Informazioni Generali:
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Titolo: Gli intrusi
Autore: Georges Simenon
Lingua ed. originale: francese
Genere letterario: romanzo giallo
Editore: Adelphi Edizioni
Anno edizione: aprile 2008
Prezzo: 18€
Pagine: 198
ISBN: 978-88-459-1547-5
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La trama:
Una piovosa sera di ottobre, in una quieta cittadina di provincia dove ogni cosa sembra immersa «in un’atmosfera stagnante». In casa Loursat de Saint-Marc tutto si svolge esattamente come ogni altra sera: dopo aver cenato con la figlia senza mai rivolgerle la parola, Hector Loursat si chiude a chiave nel suo studio dalle pareti tappezzate di libri in compagnia di una bottiglia di bourgogne, la terza della giornata, e si sprofonda nella lettura. Sono ormai diciott’anni, da quando sua moglie se n’è andata lasciandolo solo con una bambina piccola, che vive così. Un orso di quarantotto anni, sciatto e trasandato, questo è ormai il brillante rampollo dei Loursat de Saint-Marc, imparentato con tutti quelli che contano in città – e questo gli altri pensano di lui: che è un talento sprecato, un avvocato che non patrocina più cause, un burbero e inutile ubriacone rintanato in casa come un animale ferito. Ma quella notte, improvvisamente, accade qualcosa che costringe l’orso ad abbandonare la tana: un colpo di arma da fuoco, un’ombra che si dilegua in fondo a un corridoio, e in una stanza in disuso del secondo piano un uomo che muore sotto i suoi occhi. Che cosa ci fa quell’intruso in casa sua? Chi lo ha ucciso? Quali segreti nasconde la vecchia dimora dietro le antiche mura sonnolente? E che cosa tormenta sua figlia, altra sconosciuta, dietro quell’apparenza placida e remissiva? Qualcosa – qualcosa che assomiglia alla vergogna, alla compassione e al bisogno di amore – spingerà Loursat a uscire dalla sua solitudine fatta di nausea e di pensieri inaciditi, e ad assumere la difesa del giovane che è l’amante di sua figlia – insomma, a calarsi nuovamente nella vita: almeno per un po’.

 
Il mio parere su questo volume:
 Ammetto che prima della lettura di questo libro, non conoscevo Georges Simenon; egli è nato a Liegi (città francofona del Belgio) nel 1903 e si trasferì a Parigi all'età di venti anni circa, dove iniziò la sua proficua carriera letteraria. Simenon riusciva a scrivere fino a 80 pagine al giorno, dato che spiega la stesura di così tante opere.
Georges Simenon è però principalmente ricordato per il personaggio di Jules Maigret, un commissario di polizia francese da lui inventato.

"Gli intrusi", secondo il mio parere, è un romanzo giallo semplice, adatto a chi si approccia a questo genere per la prima volta (come nel mio caso). Io sono sempre stata restia a leggere i gialli in quanto, temevo di non riuscire a ricordare i nomi di tutti i personaggi, gli intrecci della trama e le vicende secondarie alla storia principale. Il romanzo di Simenon è invece lineare, con pochi personaggi che ruotano intorno al fatto centrale.
La storia si segue con facilità, tanto che, a metà romanzo, è già chiaro che l'omicida è uno dei ragazzi appartenenti al gruppo d'amici di Nicole, la figlia dell'avvocato. La rivelazione non scoraggia il lettore a seguire l'indagine poiché, la stessa polizia giunge alla medesima conclusione, escludendo gradualmente altri possibili assassini.

La peculiarità del libro, secondo il mio parere, è proprio l'avvocato Hector Loursat, uomo che dopo essere stato abbandonato dalla moglie, si è adagiato ad una vita in solitudine: mentre è chiuso nel suo studio a bere vino fino ad ubriacarsi ed a leggere i libri che invadono la stanza, Loursat sopravvive trascorrendo ogni giornata nel medesimo modo, senza mostrare e provare amore per Nicole, quella figlia che Geneviève ha abbandonato all'età di cinque anni.
 L'avvocato è un protagonista estremamente interessante che, in seguito all'emersione di questo caso giudiziario che coinvolge la sua dimora e sua figlia, si ridesta improvvisamente dal suo stato di tepore, per indagare e tutelare l'amante di sua figlia citato in giudizio.
Noi lettori ci ritroviamo così a seguire l'evoluzione di due elementi: le indagini sull'omicidio e la psicologia di Hector Loursat. In alcuni passi del romanzo l'avvocato sembra quasi un bambino che scopre il mondo per la prima volta, meravigliato di come le cose sono cambiate in città e da quante cose lui non potrà mai sapere. Maliconico, come molte volte Hector sembri voler tornare giovane, egli pare quasi invidiare le scorribande di sua figlia Nicole e della sua "banda", rendendosi conto che quel tempo per lui è ormai passato.

Simenon ambienta la storia nella rinomata cittadina francese Moulins, proponendocela nella sua veste notturna e descrivendocene i luoghi popolareschi. Visiteremo spesso il bar nel quale solevano incotrarsi gli amici di Nicole Loursat  e conosceremo le due prostutite che presiedono gli angoli delle strade più frequentate. Io, personalmente, nella mia mente ho immaginato che i fatti avessero luogo nei primi anni del '900, nonostante l'autore non dia riferimenti riguardo il tempo. I luoghi caratterizzano la storia, accentuando, secondo il mio parere, la sensazione che vi siano molte altre cose, oltre all'omicidio e alle ragazzate del gruppo di amici, che la notte cela gelosamente.
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Cattedrale di Moulins
Lo stile con cui è scritto il romanzo mi è piaciuto molto, le vicende sono presentate da un narratore onnisciente che talvolta sembra essere interrotto da un discorso indiretto libero che permette al lettore di percepire direttamente la psicologia e le riflessioni dell'avvocato Hector Loursat.

In conclusione, vi cosiglio questo libro se cercate una lettura leggera da terminare in poco tempo, senza però rinunciare alla qualità della scrittura e della storia!
Leggere le edizioni Adelphi, inoltre, è appagante in quanto la fattura della rilegatura e della copertina è estremamente elegante.

Scrivetemi nei commenti se avete letto qualche opera di Simenon e non esitate a consigliarmela!

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