giovedì 10 novembre 2016

Moesta et errabunda - Charles Baudelaire

 
MOESTA ET ERRABUNDA

Dis-moi, ton coeur parfois s'envole-t-il, Agathe,
Loin du noir océan de l'immonde cité,
Vers un autre océan où la splendeur éclate,
Bleu, clair, profond, ainsi que la virginité ?
Dis-moi, ton coeur parfois s'envole-t-il, Agathe!
 
La mer, la vaste mer, console nos labeurs!
Quel démon a doté la mer, rauque chanteuse
Qu'accompagne l'immense orgue des vents grondeurs,
De cette fonction sublime de berceuse?
La mer, la vaste mer, console nos labeurs!

Emporte-moi, wagon! enlève-moi, frégate!
Loin! loin! ici la boue est faite de nos pleurs!
- Est-il vrai que parfois le triste coeur d'Agathe
Dise : Loin des remords, des crimes, des douleurs,
Emporte-moi, wagon, enlève-moi, frégate?

Comme vous êtes loin, paradis parfumé,
Où sous un clair azur tout n'est qu'amour et joie,
Où tout ce que l'on aime est digne d'être aimé,
Où dans la volupté pure le coeur se noie!
Comme vous êtes loin, paradis parfumé!

Mais le vert paradis des amours enfantines,
Les courses, les chansons, les baisers, les bouquets,
Les violons vibrant, derrière les collines,
Avec les brocs le vins, le soir, dans les bosquets, 
Mais le vert paradis des Amours enfantines,

L'innocent paradis, plein de plaisirs furtifs,
Est-il déjà plus loin que l'Inde et que la Chine?
Peut-on le rappeler avec des cris plaintifs,
Et l'animer encor d'une voix argentine,
L'innocent paradis plein de plaisirs furtifs?


MOESTA ET ERRABUNDA (TRADUZIONE ITALIANA)

Dimmi, il tuo cuore a volte, Agata, s'invola
lontano dal nero oceano dell'immonda città,
là, verso un altro oceano dove la luce esplode,
chiaro, azzurro, profondo, come la verginità?

Dimmi, il tuo cuore a volte, Agata, s'invola?
Il mare, il vasto mare, consola i nostri affanni!
Quale démone ha dato al mare, rauca cantante
che l'organo immenso dei venti rombanti accompagna,
questa sublime funzione di ninnananna
?
Il mare, il vasto mare, consola i nostri affanni!

Rapiscimi, vagone! Portami con te, nave!
Lontano! lontano! qui il fango è fatto dei nostri pianti!
- È vero che a volte il triste cuore d'Agata
dice: Lontano dai rimorsi, dai crimini, dai dolori,
rapiscimi, vagone! portami con te, nave!
Come sei lontano, paradiso profumato,
dove sotto un cielo azzurro tutto è solo amore e gioia,
dove tutto ciò che si ama à degno d'essere amato,
dove nella voluttà pura il cuore annega! 
Come sei lontano paradiso profumato!

Ma il verde paradiso degli amori infantili,
le corse, le canzoni, i baci, i mazzi di fiori,
i violini che vibrano dietro le colline,
con le brocche di vino, di sera, nei boschetti
,
-ma il verde paradiso degli amori infantili,
l'innocente paradiso dei piaceri furtivi
ormai è più lontano dell'India e della Cina?
Possiamo richiamarlo con grida lamentose,
e animarlo ancora d'una voce argentina,
l'innocente paradiso dei piaceri furtivi?

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Buongiorno cari poeti e lettori! Era da molto tempo che non dedicavo un post alla rubrica "Poesie che mi hanno colpita"; non trovavo infatti nessun componimento da proporvi.

La settimana scorsa tuttavia, "Moesta et errabunda" mi si è scaraventata addosso lasciandomi senza parole! Ero e sono, allibita dalla bellezza e dal sentimento che questa poesia imprime in me.
L'ho scoperta grazie alla mia insegnate di italiano: abbiamo intrapreso lo studio degli "scrittori maledetti" e, di conseguenza, di Baudelaire. Meraviglia è questa poesia che, per mia fortuna, è stato il primo componimento che la mia professoressa ha voluto che studiassimo.
Mi sono innamorata di questa poesia e, in particolare, della versione originale, nella quale si ritrovano le rime e la musicalità perse nella traduzione.
Ho riletto talmente tanto volte le due poesie parallelamente che ormai, leggendo direttamente quella in francese, ne capisco pienamente ogni parola! 

Ora vorrei fare una piccola e breve analisi metrica e tematica della poesia, per poi giungere a cosa essa significa per me.

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"Moesta et errabunda" è una poesia appartenente alla raccolta "I fiori del Male" di Charles Baudelaire; la prima edizione di questo volume fu pubblicata nel 1857.
L'opera suscitò grande scandalo nella critica e nel pubblico tanto che, il tribunale ne ordinò il sequestro ed impose la soppressione di sei testi ritenuti osceni. Nelle due edizioni successive dell'opera Baudelaire aggiunge 35 nuovi testi.
L'edizione originale de "I fiori del male" era suddivisa in cinque sezioni: Spleen et ideal, Les Fleurs du mal, Révolte, Le vin e La mort; "Moesta et errabunda" è compresa nella prima.

La particolarità della sezione Spleen et ideal è che i componimenti al suo interno sono tutti caratterizzati dalla medesima tematica: il poeta manifesta il suo desiderio di fuggire dallo spleen, uno stato di depressione cupa, di noia, di disgusto per il mondo in cui vive e di rifiuto per la vita borghese nella grande metropoli moderna; egli si protende verso un ideale di bellezza e purezza ma, la tensione risulta vana ed egli ricade costantemente in basso, per una sorta di volluttà della degradazione e della colpa.

Vi invito, se volete rinfrescarvi la memoria su chi è Charles Baudelaire, a cliccare QUI.

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"Moesta et arrabunda" significa letteralmente "mesta ed errabonda" e si riferisce alla figura femminile di nome Agata, che compare nel testo. Questa giovane donna è inquieta e desideriosa di fuggire dalla città verso un altrove, richiamato dall'espressione "paradis parfumé" ripetuta più volte nel testo.
Questa poesia è caratterizzata da due principali campi semantici: quello di ciò che è bene e che ha o avrebbe un influenza positiva sul poeta e, quello di ciò che è male e che ha quindi un influenza negativa.
Individuerò questi campi nel testo evidenziandoli con colori differenti: il primo rosa ed il secondo arancione.

Come possiamo notare, le connotazioni positive sono molto più numerose rispetto alle connotazioni negative; ciò tuttavia, secondo il mio parere, evidenzia maggiormente il distacco tra la rude realtà e il paradiso esotico descritto da Baudelaire. Il ritratto negativo della realtà è formato da pochi termini, che scalfiscono il lettore figurandogli nella mente la vita buia e scandita dagli orari di fabbrica del XIX secolo. L'autore vuole appesantire il nostro animo mostrandoci quanto lontano ed impossibile da raggiungere è quel paradiso profumato, colorato, lieto, felice, adorno di bouquets, collines e bosquets.

Per quanto riguarda la metrica della poesia originale, essa è suddivisa in sei strofe pentastiche, di per se molto rare da trovare. Il componimento è regolare purtroppo però, non ho potuto fare il conteggio delle sillabe in quanto, non avendo mai studiato il francese non conosco le esatte regole per la suddivisione delle parole.

"Moesta et errabunda" è caratterizzata da una rima incatenata, da me individuata, che si presenta con il seguente schema: ABABA CDCDC ACACA DEDED FGFGF HIHIH.
Come possiamo notare, la terza strofa è legata alla seconda tramite la rima comune in C, questa scelta metrica di Baudelaire è stata secondo me intrapresa per evidenziare il momento della poesia nel quale l'autore esprime l'impetuoso desiderio di fuggire: egli supplica la nave ed il treno di portarlo lontano ed elenca i mali della realtà francese dai quali vuole allontanarsi.

Questo ritorno alla natura è un esigenza incolmabile per Baudelaire, un desiderio che perviene dal nostro animo infante e, pertanto, innocente.

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"Moesta et errabunda" mi ha sconvolta, io quando leggo questo componimento muto in Agata: molte volte penso di voler fuggire, desidero distaccarmi da tutto; non tanto per i lati negativi della realtà del XIX secolo quanto, per i dispiaceri personali che serbo nel cuore e che talvolta mi sopraffaggono.
Quando leggo questa poesia mi sento liberata da tutti i fardelli ed essa stessa diviene un luogo dove riffuggere e dove trovare serenità.

"Moesta et errabunda" è il mio ritrovato paradis parfumé.

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Cari lettori,
spero che questa poesia vi abbia emozionati.
E' molto difficile esplicare cosa essa suscita in me, è un sentimento enorme e plateale, impossibile da racchiudere in parole.

Ci "leggiamo" nel prossimo post!


2 commenti:

  1. Ciao Erica!!! Ho sempre desiderato leggere I fiori del Male ma non l'ho mai fatto per paura che fosse troppo impegnativo! Questa tua analisi è interessantissima e molto comprensibile! Che belle cose che fate a scuola, io adoravo la letteratura, ma le poesie non erano nel programma!!! bah!!
    Anche io credo che la poesia che hai postato è davvero bellissima e molto evocativa. Conoscere una nuova poesia corredata da un'analisi come la tua è molto meglio perché più semplice da capire e ricordare!! Una bella bella lezione davvero!! Mi mancava!:)
    Un abbraccione!!

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    1. Sono felicissima che ti sia piaciuta!
      Io fortunatamenete la poetica la studio a scuola (è la parte che più preferisco) purtroppo però, le traduzioni delle poesie straniere molte volte sono terrificanti! Nel mio libro di testo di questo componimento non era rispettata nemmeno la divisione in strofe!
      Grazie ancora per il commento,
      Un abbraccio,
      Erica.

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