domenica 23 ottobre 2016

Nel Giappone spettrale - Lafcadio Hearn

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Buongiorno a tutti voi! Come passerete questa fredda domenica di ottobre? Io oltre a scrivere questo post dedicato all'ultimo libro che ho terminato passerò il pomeriggio a completare i compiti per domani e a studiare letteratura inglese.

Oggi voglio parlarvi, anche se è da ormai un mese che ho concluso questa letteura, di "Nel Giappone spettrale" di Lafcadio Hearn. Ho trovato questo volume nella biblioteca di mio padre, egli amava interessarsi alla tradizione e alla cultura giapponese pertanto, soleva tenere molti testi dedicati all'oriente.
Hearn era uno scrittore e giornalista irlandese, nato nel 1850, che all'età di 39 anni si trasferì in Giappone dove insegnò in diverse scuole fino alla sua morte. Nel XIX secolo l'oriente era ancora poco noto alla popolazione europea; Hearn attraverso le sue celebri raccolte di leggende giapponesi e storie di fantasmi rese questo mondo meno ignoto, offrendo uno scorcio del Giappone pre-industriale e dell'epoca Meiji (tempo di grandi rivoluzioni).

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Informazioni generali:
Titolo: Nel Giappone spettrale.
Autore: Lafcadio Hearn.
Genere: Raccolta di racconti horror/sovrannaturali.
Casa editrice della copia da me letta: Tranchida Editori.
Anno pubblicazione volume da me letto: 1991.
ISBN: 88-85685-60-9.
Prezzo: 10.000 Lire.
Struttura: Il volume presenta nove storie, introdotte da Hugo Von Hofmannsthal. Le pagine sono 123 in totale.

 Cosa penso di questo volume: 

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Premetto che non parlerò della trama dei nove racconti; dato che molti di essi sono brevi farne una trama ne rovinerebbe la parte in cui è introdotto l'elemento sovrannaturale.

Ho trovato questo libro piacevole anche se emotivamente non mi ha coinvolta molto.
Nonostante le storie presentino dettagli o avvenimenti macabri solo alcune mi hanno fatto provare un'emozione positiva, come lo stupore, o negativa, come il disgusto. La curiosità tuttavia, non è mai decaduta durante il corso della narrazione.

Probabilmente è la scrittura dell'autore che mi ha discostata dalla parte emotiva della narrazione; Hearn ha uno stile chiaro, dal quale traspare l'appartenenza ad un uomo dell'800, arricchito da parole Giapponesi che rendono la narrazione "esotica" e da costruzioni che riportano con forza a epoche antiche.

Vi riporto di seguito le parti iniziali di diverse storie, in modo tale da farvi comprendere meglio ciò che intendo (cliccate sulle immagini per ingrandirle!):





Ciò che ho apprezzato molto di questo volume sono i termini tradizionali della lingua giapponese che vengono ampiamente utilizzati e spiegati in note a piè di pagina.
Attraverso questi racconti ho imparato diverse cose riguardanti la cultura giapponese, ritengo pertanto utile riportarvene alcune in modo tale da addentrarci insieme in questo mondo lontano. Se sei interessato 
 clicca qui-->
  • In Giappone l'ora del bove, era l'ora dei fantasmi. Iniziava alle due del mattino e durava fino alle quattro.
  • Un nome è preceduto dal suffisso << O- >> (come O-Tsuyu) per assegnarli una connotazione onorifica.
  • Un hatamoto è un samurai della classe più alta che costituiva una forza militare specifica dello shogun.
  • Lo shoryodana è la mensola delle anime, generalmente situata nelle case private, sulla quale vengono posate offerte in cibo per gli spiriti.
  • Il periodo del Bon in Giappone si crede che le anime dei defunti tornino a far visita a coloro che hanno amato in vita.
  • I kamageta, ossia geta da pony, sono sandali in legno chiamati così perchè su un terreno duro producono un suono simile a quello degli zoccoli dei cavalli.
  • Portare dei kimono dalle maniche a lunghe falde è prerogativa delle giovani donne non ancora maritate.
  • Sama, posposto ad un nome proprio, è il titolo onorifico riferito ad un uomo.
  • La punizione schichi-sho madé no mado, consiste nella privazione dell'eredità per sette vite successive, il che significa che nelle sei vite successive a quella presente il figlio o la figlia in errore continueranno a sentire il peso della disaprovvazione paterna.
  • In Giappone, almeno nell'antichità, il colore, il taglio dell'abito e lo stile della capigliatura erano regolati sulla base dell'età delle signore.
  • Le formule linguistiche utilizzate dai samurai e dagli altri ceti superiori differivano considerevolmente da quelle dell'idioma popolare; queste differenze sono però praticamente impossibili da rendere in una lingua europea.
  • L'O-fuda è il nome generalmente dato ai testi religiosi usati come ciondoli o amuleti.
  • Ingawa è un termine buddhista giapponese per indicare un << karma >> maligno, ovvero la conseguenza di errori commessi in uno stadio di esistenza anteriore.
Mi scuso se qualche dato non è corretto, io ignoro praticamente tutto della cultura giapponese e mi sono limitata a riportare alcune delle informazioni racchiuse nel libro; se volete scovarne di altre vi invito a leggere questo testo!
 
L'ultima cosa di cui desidero parlarvi è Kwaidan, un film del 1964 con la regia di Masaki Kobayashi. Questa pellicola cinematografica è costituita da una serie di racconti tratti dalle leggende racchiuse nella raccolte di Hearn. Le storie in particolare, non sono tratte dal libro sopra descrittovi ma da Kwaidan. Storie e studi di cose strane.
Avevo preso visione di questo film con mio padre quando ero bambina e mi piacque molto; oggi, rileggendo la vita di Lafcadio ho trovato il collegamento a questo lungo metraggio e mi sono ricordata di quel momento ormai lontano nel tempo ma rinnovatosi nel mio cuore.

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In conclusione, vi consiglio questo libro: le storie sono accattivanti e non spengono la curiosità del lettore nel proseguire la narrazione; vi insegnano inoltre qualche nozione in più sul Giappone antico e sulle diverse figure che componevano la società.

Non dimenticatevi di lasciarmi un commentino per farmi sapere cosa ne pensate di questo volume o per aggiornarmi sulle vostre letture correnti.
 Questo volume vi ha fatto una bella impressione? O probabilmente non lo leggerete mai?

Presto pubblicherò un post sugli ultimi libri che sono giunti tra gli scaffali della mia libreria; la maggior parte saranno volumi che ho ricevuto in regalo, in quanto ho da poco compiuto 18 anni!

Ci "leggiamo" nel prossimo post ...







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