lunedì 26 settembre 2016

La storia di Gilgamesh - raccontata da Yiyun Li

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Ci sono domande nella vita che, quando trovano risposta, vengono accantonate come conoscenze ormai acquisite: qual è l’organo che fa circolare il sangue nel corpo delle persone, quale organo serve a digerire il cibo, quale a pensare e a provare sentimenti? Ci sono domande che ci poniamo in un altro momento della nostra vita, e per le quali non troviamo mai risposte del tutto soddisfacenti. Quando ero bambina, come tutti, ero tormentata dalla questione della morte: continueremo a vedere cosa succede nel mondo, dopo che saremo morti? Quale parte di noi dormirà, e quale parte resterà sveglia per riuscire a vedere, ascoltare o sentire? La stessa questione adesso tormenta i miei bambini, e sebbene io oggi sia una madre, non ho trovato una risposta per pacificare me stessa, figuriamoci per consolare e rasserenare i miei giovani figli. L’Epopea di Gilgamesh ci è stata lasciata dagli antichi Sumeri. Poema epico composto tra il 1300 e il 1100 avanti Cristo, e inciso su dodici tavolette d’argilla, è tra le opere letterarie più antiche del mondo. È stato scoperto nel diciannovesimo secolo, e da allora, generazioni di ricercatori e traduttori hanno lavorato all’interpretazione della storia, ne hanno studiato le origini e le diverse edizioni. Ogni grande storia è grande perché non riguarda solo i suoi protagonisti ma anche tutti noi, e questa è la ragione per cui la storia di Gilgamesh, sebbene sia ambientata quattromila anni fa, non è diversa dalla nostra. Gilgamesh ama la sua famiglia; ha sete di avventura. Quando incontra Enkidu, un vero amico e un compagno per il suo cuore, lo ama e lo include in tutti i suoi sogni. Quando perde Enkidu, il suo dolore riflette il nostro dolore di perdere i nostri cari. Ciò che tormenta Gilgmesh più di ogni cosa, nel viaggio che lo porta da essere un giovane uomo a diventare saggio e maturo, è la questione della morte. La morte è come un sonno che, sebbene lungo, conserva ancora la speranza per quando verremo svegliati e ci ritroveremo uguali a prima, o la morte è, come nella descrizione dell’aldilà nel poema, un posto dove il passato reca poco conforto e il futuro non esiste? La ricerca dell’immortalità di Gilgamesh gli porta scarsi risultati, eppure il suo viaggio alla scoperta del segreto della vita eterna di Utnapishtim lo trasforma in un uomo saggio. Lo stesso viaggio è stato ripetuto nei secoli, una ricerca che ciascuno di noi deve affrontare da solo, piuttosto che affidarsi alla saggezza e agli insegnamenti altrui. Ecco perché la storia di Gilgamesh non morirà mai, e verrà letta da generazioni di lettori, giovani e vecchi. Quello che conta molto per me nella storia è l’amicizia tra Gilgamesh e Enkidu. Gli amici occupano un posto speciale nelle nostre vite: il legame con gli amici non deriva dal sangue come accade tra familiari, e non richiede il voto come avviene tra sposi. Eppure la vera amicizia ha le stesse caratteristiche della famiglia e del matrimonio: un vero amico, come dice Gilgamesh, è un compagno per il tuo cuore.

Yiyun Li  

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Buon giorno lettori, oggi voglio parlavi de "La storia di Gilgamesh" raccontata da Yiyun Li in una versione per bambini.
Ho voluto introdurre il post attraverso l'epigolo posto dalla scrittrice al termine del racconto della storia di Gilgamesh; ritengo che in quelle righe siano racchiuse molte delle informazioni utili alla storia: vengono citati la trama, i messaggi morali ed i dati storici riguardanti la scoperta e la stesura dell'Epopea di Gilgamesh.

Ora iniziamo con l'analisi più dettagliata di questo grazioso libro...

Informazioni generali:
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Titolo: La storia di Gilgamesh raccontata da Yiyun Li.
Autore: Yiyun Li.
Illustrazioni: Marco Lorenzetti.
Genere: Racconto per bambini.
Casa editrice della copia da me letta: SATIZ srl.
Anno pubblicazione volume da me letto: 2003.
ISBN: 88-11-58034-X.
Prezzo: 9,90€ venduto solo con la Repubblica o l'Espresso.
Struttura: Il volume è suddiviso in nove capitoli ed in un epilogo che conclude la narrazione. Le pagine sono 93 in totale.


Prima di proseguire alla seconda parte del post, nella quale vi dico il mio parere su questo volume, voglio dedicare qualche riga a questa particolare collana di libri chiamata "Scuola Holden - La biblioteca di Repubblica e dell'Espresso". La particolarità di questo libro e delle altre storie della raccolta è il bollino presente sulla parte alta della copertina:
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"è una scialuppa che porta in salvo, nel nostro millennio, qualcosa che sta naufragando nel passato. Gli oggetti che, come questo libro portano il marchio "save the story" sono specie in via d'estinzione."
Questa è la frase riportata alla fine dello scritto; ho trovato quest'idea meravigliosa ... promuovere la lettura di classici, di libri inusuali o troppo antichi per essere ricordati è un azione positiva nei confronti della letteratura.
Un libro non dovrebbe mai essere dimenticato; io, purtroppo, mi ero scordata dell'esistenza di questa storia fino a quando, non ho trovato due edizioni nella libreria di mio padre: una integrale per adulti e questa per bambini.

Ho scelto di leggere questa versione poiché avevo bisogno di una lettura leggera e poiché volevo che mi introducesse alla versione integrale che leggerò in seguito.

Vorrei fare un appunto alla casa editrice, il messaggio promosso dal logo "Save the story" dovrebbe essere evidenziato maggiormente all'interno di queste edizioni. Io, prima dell'inizio della narrazione della storia, avrei spiegato, attraverso termini adatti ai bambini, perché non bisogna dimenticare le storie che sono strettamente legate al percorso dell'umanità.

Cosa penso di questo volume:

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Ho trovato questo piccolo libro molto grazioso ed adatto a bambini dai 9 anni in su. Anche adulti ed adolescenti possono leggere questa storia, essa tratta infatti temi inusuali per essere letti da soli bambini.
L'unica critica che devo porre a questa edizione è l'incoerenza con la filosofia "Save the story"; come puoi salvare una narrazione ormai dimenticata se la riproponi in una versione modificata e con un finale totalmente diverso?
Prima di intraprendere questa lettura mi sono informata ed ho letto la trama dell'Epopea di Gilgamesh (che vi invito a leggere qui); ho notato alcune differenze tra la storia originale e quella di questa versione, molte di esse  sono tuttavia trascurabili poiché consistono in un minimo adattamento della storia in modo tale che possa essere compresa da dei bambini. Prendiamo ad esempio il momento nel quale Enkidu viene sedotto dalla prostituta Samhat, nella versione integrale si parla di attrazione sessuale in questa di amore.

Come già detto questi minimi cambiamenti di termini non mi hanno particolarmente sconvolta, la vera delusione è il cambiamento del finale: nel libro da me letto Enkidu muore e Gilgamesh, dopo aver cercato invano di ottenere l'immortalità, accetta la morte come elemento della vita umana e diviene un re saggio ed amato da tutti. E' completamente trascurato il viaggio negli Inferi: Gilgamesh perse i suoi strumenti nell'Inferno ed Enkidu si propone di recuperarli essendo un anima morta, quest'ultimo infrange però le regole degli Inferi e da quel momento non può più lasciare quel luogo; la narrazione termina con Gilgamesh che si reca all'Inferno per incontrare l'amico e con Enkidu che gli racconta l'aldilà.

Dato che la collana si propone di "salvare" storie dimenticate, perché esse non vengono riportate in modo fedele? Comprendo che il concetto di Inferno per un bambino può essere sconvolgere o incutere paura ma, in questo libro, non accetto una simile filosofia "positivista": non tutto finisce sempre al meglio. All'interno di questo testo inoltre, sono trattate tematiche difficili e sono contenute affermazioni drastiche, che non vi ho ancora illustrato, alla pari del finale della storia originale.

Introduciamo ora le tematiche che vengono trattate: 

 

Le prime tematiche ricorrenti sono la saggezza derivata dalle esperienze della vita e la capacità di ascoltare i consigli e le opinioni degli altri. Quest'ultimo elemento è molto importante per la narrazione, spesso a Gilgamesh verranno dati consigli che lui sceglierà se ascoltare, cambiando il corso della sua storia.




 La seconda tematica è quella dell'amicizia e della forza che essa ti trasmette. Ad un certo punto della storia il rapporto tra Gilgamesh ed Enkidu mi pare quasi un amore omosessuale e, questo fa sicuramente comprendere al lettore che in un tempo antico il concetto di amicizia era un vera e propria forma di amore, cosa che forse al nostro tempo si è persa.


 

 Un ulteriore tematica è quella del coraggio: la storia di Gilgamesh è intrisa di questa virtù, il re di Uruk si sottopone costantemente a prove difficili per dimostrare la sua audacia, per affermarsi ed ottenere l'onore.



La tematica più complicata di tutto il libro è la morte.
In particolare, Gilgamesh deve imparare ad accettare la morte come parte della vita umana. Codesto argomento, secondo il mio parere, dovrebbe essere trattato più spesso anche durante il perido dell'infanzia; il morire non è un segreto e bisognerebbe spiegare ai bambini, in modo semplice, in cosa consiste biologicamente la morte, senza arricchire la spiegazione di elementi trascendentali. Questa è la mia opinione, ditemi pure la vostra in un commento.

 

L'ultima tematica è la paura della morte: Ghilgamesh dopo aver vissuto la morte di Enkidu, oltre ad essere dispiaciuto per il fratello perduto, inizia ad avere timore della morte e della vecchiaia.
In particolare, mi hanno colpita queste due parole "giovinezza spensierata", esse mi hanno portata con il pensiero direttamente a Leopardi. Codesti due protagonisti di epoche diverse, reali e di fantasia, condividono il rimpianto per la << verde etate >>, costellata dalla speranza in una vita ed in un futuro positivo.

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In conclusione, consiglio questa lettura a voi ed ai vostri bambini. Vi raccomando, durante la narrazione orale, di soffermarvi a spigare le diverse tematiche che ho elencato, in modo tale che anche il bambino della più tenera età possa comprenderle anche solo in piccola parte.

Questa storia è scritta in modo tale da ricordare le narrazioni orali dei tempi antichi, sono presenti infatti molte ripetizioni che permettono all'ascoltatore di ricordare le vicende ed i personaggi.

E, non scordatevi, di leggere almeno la trama della vicenda originale!
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Buona giornata a tutti voi! 
Se vi va, lasciate un commento ... 

 

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