mercoledì 10 agosto 2016

Tumòrem

Titolo: Tumòrem

Tacito
le membra avvolge.
Solo al crepuscolo si sente.

Con perle ginestrine
decora il tuo derma.
nodoso
irto

Umano Morfeo a tratti ti coglie.

Tumòrem
ti muta in milite.

Remore 


Oggi in questo giorno triste, dopo aver vissuto per la seconda volta il dolore di un malato terminale di tumore, ho deciso di pubblicare questa poesia.
Questo componimento è stato ispirato dalla condizione di mia nonna paterna; vederla soffrire mi ha spinta a tentare di descrivere con  delicatezza una condizione di sofferenza che molti al giorno d'oggi sperimentano.
Proverò a spiegarvi al meglio, verso per verso, cosa questa poesia vuole comunicare:

Silenzioso il tumore attacca le carni.
Molto spesso, solo quando la patologia è ad un livello grave, il paziente percepisce i primi dolori.
Piccole metastasi scure decorano talvolta la pelle dei malati; le definisco "ginestrine", poiché la Ginestra è un fiore velenoso legato all'infanzia di mia nonna: da piccola ne aveva ingerito dei petali rischiando di morire.
La pelle è nodosa a causa delle metastasi, chi porta il flaggello della malattia sente in quei punti la pelle pungere, bruciare.
La morfina, unico pagliativo per il dolore, è data dagli uomini per portare i malati ad un sonno pesante.
Il tumore ti muta in combattente, in soldato.
In un milite che ha paura.
(Questi ultimi versi sono ispirati da una frase detta da mio padre: << Combatto la malattia come un guerriero che ha paura. >>.)

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Spero che questo mio scritto vi sia piaciuto, nonostante la difficile e triste tematica che tratta.
Voi come state? Vi siete purtroppo ritrovati in questi versi?
Un abbraccio,
Erica

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