martedì 2 agosto 2016

Ricordi di una bambina del '37 - Ginestra e latte caldo


Ginestra e latte caldo

Silveria Manfro

Quando avevo all'incirca quattro o cinque anni mi ero recata alla spiaggia di Ventotene insieme a mio fratello maggiore Tulio.
Lui mi lasciò girovagare da sola sul lungo mare; io, piccina, visto un cespuglio di bellissimi fiori gialli, iniziai a mangiarli. Allora non conoscevo la pericolosità della Ginestra.

Una volta finita la gita, ritornammo a casa da mia madre, il cui nome era Maria Montella; dopo alcuni istanti iniziai a diventare violacea ed a non respirare.
Mia mamma chiese immediatamente a mio fratello cosa io avessi ingerito ed egli ingenuamente rispose: << L'ho vista mangiare dei fiori gialli sulla spiaggia ... >>.
Maria percepì il pericolo e mi diede da bere del latte caldo a sorsi molto veloci e lunghi, questa manovra mi indusse il vomito ... dalla mia bocca fuoriuscirono mille fiori di un giallo acceso.

Una volta rimessi i petali velenosi, ripresi un colorito sano e la respirazione si regolarizzò.

Questo è tutto quello che mi hanno raccontato i miei fratelli, sorelle e genitori; codesto accaduto è solo il primo in cui ho rischiato la vita.
Grazie a mia madre ed al suo antico rimedio sono ancora qui.

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Cari lettori, spero che questo ricordo vi sia piaciuto. 
Il prossimo post apparterrà sempre a codesta rubrica e riguarderà ancora Silveria e la sua vita.
Vi auguro una buona serata,
Erica.

3 commenti:

  1. I rimedi della nonna non si battono!
    Sono insuperabili

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    Risposte
    1. Ciao cara,
      è proprio vero ... i rimedi della nonna a volte ti salvano la vita!

      P.s. Questo commento risultava doppio, così ho preso la libertà di eliminarne uno :)
      Grazie per avermi letta!

      Elimina
  2. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina

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