giovedì 28 luglio 2016

Matriosca - Agnese Coppola


Matriosca

Essere donna
proteiforme amore,
cambiamento e divisione,
un instante permanente
quando la vita lo pretende.

Ad incastro le matriosche
 fuori il lucido del mondo addosso
dentro un ruvido riflesso!

Ho appena increspato il corpo,
marosi d'istinto,
ma una piccola curva di sole già lo pretende.
Mentre il frutto più maturo,
penzola deluso all'ombra:
pensava fossi solo sua.
In rari momenti
lo so di essere solo mia.

Essere donna
non rinunciare mai
alla propria felicità,
non dimenticare mai
di esistere oltre
e al di là degli altri.

Solleva leggera il drappo
di una veste
il vento che nessuno
ha invitato a scrutare
le pieghe scure
le smagliature di un'anima che
più volte si allarga a trattenere
il minimo prurito,
un qualsiasi eritema del mondo.
C'è ora qualcuno disposto a contenere la mia anima?
E' solo  battito
incontinente siero
di frutti lasciati a fermentare
negli occhi chiusi degli angeli,
statue mute
nel mio piccolo
orto rigoglioso.
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Lettori, oggi desidero parlare di questo componimento dell'insegnante e poetessa Agnese Coppola.
Agnese è una giovane donna nata a Nola (Na) nel 1979 che fin dalla tenera età ha mostrato interesse per la poesia; questo amore profondo per la letteratura l'ha portata alla pubblicazione di due libri: "Nella terra di mezzo" e "Ho sciolto i capelli".
L'ultimo volume, sua seconda raccolta di poesie, contiene "Matriosca", componimento che ho scelto per introdurvi questa rigogliosa autrice.

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Il linguaggio, la forma metrica e le figure retoriche presenti:

"Matriosca" è costituita da cinque strofe di lunghezza irregolare; i versi non seguono un definito schema di rime e il numero di sillabe varia per ciascuno di essi.

Il ritmo è lento ma meccanico, quando leggo la poesia mi pare di seguire il tempo scandito dai rintocchi di un orologio. Questa musicalità è sicuramente dovuta ai numerosi enjambement che sono presenti alla fine di molti versi.
Secondo il mio parere questa scelta metrica è perfetta per portare il lettore a soffermarsi su ogni verso, permettendogli di carpire l'importanza e talvolta la drammaticità di ciò che la poetessa cerca di comunicare.

Per questa poesia ho deciso di non soffermarmi sull'analisi linguistica e metrica poiché di essa ciò che più mi emoziona è il messaggio celato in impalpabili figure metaforiche.

La mia interpretazione personale:

Premetto che non è stato facile spiegare cosa questo componimento mi ha fatto pensare e provare; prima di affrontare le mie riflessioni personali cercherò di scrivere una parafrasi di "Matriosca", sempre basata sulla mia interpretazione.

Fonte: http://sakkadivision.blogspot.it


L'essere donna
è la capacità di amare molteplici soggetti in modo differente e costantemente mutevole, nuovo.
L'essere donna è mutevolezza, è divisione del nostro Io in più parti in funzione del mondo.
Parti intercambiabili in un istante,
quando la vita necessita di una sola sezione di noi. 

Siamo come matriosche, ogni pezzo ne contiene un altro, differente ma comunque legato a quello precedente.
Fuori di noi vi è la bellezza di una vita che indossiamo sempre con il sorriso, non vi è tempo per essere deboli.
Dentro il ruvido del legno non lavorato, specchio dei dolori e della stanchezza che internamente custodiamo.

Il mio corpo si è appena increspato, 
la tempesta che ho dentro è emersa per un solo instante, ero stanca di essere contenitore del tutto.
La vita, la quotidianità, già vuole carpire questo mio dispiacere e celarlo al mondo per impormi le esigenze degli altri; le mie molteplici parti interscambiabili sono sempre pronte a soddisfarle. Ma chi soddisferà i miei crucci?
Io donna sono come un frutto maturo all'ombra, che qualcuno ha scordato di cogliere. Prima dedicati al mondo, poi forse a te stessa. 
Lui, il mondo uomo, il globo pretenzioso, pensava che fossi solo sua.
In rari momenti però io so di essere solo mia.

 Essere donna 
è anche non rinunciare mai 
alla propria felicità,
non dimenticare mai
di esistere 
oltre e al di là degli altri.

Un metaforico vento delicato 
solleva il leggero drappo
di questa mia veste
scoprendo
le smagliature di questa mia anima a matriosca
che molteplici volte si deforma, si allarga, si stringe per trattenere
ogni fastidio e malattia del mondo e di chi mi sta accanto.
C'è ora qualcuno disposto a contenere e lenire questa mia anima?
Essa è leggera e delicata come un battito di cuore e di farfalla
è un dolce siero
di questo mio frutto lasciato solo, dimenticato dagli altri e da me stessa, a fermentare all'ombra degli occhi degli angeli; capaci di contenere il suo molteplice sapore.
Angeli che sono statue di pietra del mio rigoglioso giardino, nella mia florida anima.

Molti miei pensieri sono sicuramente emersi dalla parafrasi personale che ho scritto del componimento;
mi soffermo tuttavia su alcuni contenuti della poesia.
  Agnese Coppola parla di una donna capace di essere tutto, capace di cambiare in base alle situazioni della vita quotidiana; io penso che ognuna di noi si ritrovi in questa immagine: io sono donna, figlia, nipote, poetessa, amatrice, studente, amica e molto altro. Io non ho limiti perché io stessa me li impongo distruggendoli e ricostruendoli in base alla creatura femminea che decido di essere in quell'istante.

Questa molteplicità tuttavia, è a volte risposta alle esigenze degli altri che noi donne spesso poniamo prima di noi dimenticandoci del nostro spirito.
Quando giungerà qualcuno che si curerà di noi mentre noi leniamo il mondo?

Ho amato molto il messaggio d'indipendenza femminile racchiuso in questa poesia; credo che attraverso di essa tutti noi possiamo urlare le nostre debolezze, indossandole come una preziosa veste di cui andiamo fiere!
Non dimentichiamoci degli altri e nel contempo, non distruggiamo le nostre decorate anime a matriosca ma uniamole in una supernova la cui improvvisa esplosione possa mostrare al mondo il nostro completo essere, il tutto.

Mi scuso se talvolta i miei pensieri possono sembrare femministi, io nel mio piccolo combatto e sostengo la corretta parità dei sessi.

Il pubblico:

 Trovo codesta poesia estremamente attuale ed adatta ad un vasto pubblico.
Un uomo leggendola potrebbe comprendere come talvolta una donna si sente, schiacciata ed annullata dalle richieste degli altri; una donna attraverso questa poesia potrebbe invece essere spronata ad un cambiamento ed una valorizzazione personale di se stessa.

Un consiglio a tutti coloro che leggeranno "Matriosca" ... rileggetela più volte, la stessa poesia contiene diversi messaggi che possono variare in base a noi stessi.
L'interpretazione non deve divenire limite, ma essere orizzonte.

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Mi farebbe piacere sapere se anche voi trovate questo componimento colmo di emozioni ...
Spero che questo post vi abbia allietati,
un abbraccio,
Erica.

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Qui di seguito vi sono i link riguardati l'autrice Agnese Coppola:

http://ilmiolibro.kataweb.it/utenti/20589/agnese-coppola/ (Link per acquistare il libro "Nella terra di mezzo").
- http://www.ilpozzoelarancio.it/2016/da-lilith-ai-giorni-nostri-ho-sciolto-i-capelli-761.htm.
- https://www.facebook.com/Lilithdonnapoesia/ (Pagina facebook del libro "Ho sciolto i capelli").
- https://www.facebook.com/events/1640893356224231 (Pagina facebook della prossima presentazione del libro "Ho sciolto i capelli").

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