lunedì 13 giugno 2016

I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift nella traduzione di Lidia Storoni Mazzolani

Gulliver nel paese degli Houyhnhnm

Premessa

Ho il piacere di introdurvi questa nuova tipologia di post appartenenti alla categoria "Libri e miei pensieri"; in questo spazio si parlerà di volumi che ho avuto il piacere di leggere.  
Per ogni libro vi presenterò le informazioni genereali (titolo, autore, editore, ecc.), la trama e i miei pareri personali; quest'ultimi saranno suddivisi in due parti principali: cosa ho apprezzato e cosa non ho gradito.
Non definisco questa "rubrica" come una serie di recensioni poichè non voglio assegnare valutazioni numeriche; mi limiterò infatti, a mostrarvi gli elementi negativi e positivi del tomo letto secondo il mio gusto personale e, sarete voi a decidere se quel particolare volume potrebbe essere una vostra prossima lettura.

Citando Roberto Mercadini: << I libri non si consigliano, si augurano! >>.

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I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift nella traduzione di Lidia Storoni Mazzolani 

  

Informazioni principali:

Titolo:  I viaggi di Gulliver
Autore: Jonathan Swift
Traduttore (inglese-italiano): Lidia Storoni Mazzolani 
Genere: Romanzo fantastico, avventura e satirico.
Anno di stesura: 1726
Casa editrice: Giulio Einaudi s.p.a.
ISBN: 88-06-11616-9
Prezzo: 18.000 lire 
Struttura: Il romanzo è suddiviso in quattro sezioni composte da più capitoli; ad ogni sezione corrisponde uno o più viaggi.
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Trama e presentazione: 

Tra le numerose presentazioni del libro che ho cercato, ho scelto la seguente poichè, secondo il mio parere, presenta i caratteri fondamentali del racconto di Swift.

"Non esiste in tutta la letteratura occidentale una condanna dell'intera umanità paragonabile a quella contenuta nei "Viaggi di Gulliver": la sua critica dei valori, dalla religione alla scienza, dalla politica alla cultura, è spinta fino a minacciare le radici stesse dell'esistenza. Ma il genio di Swift ha dato a quest'amarissima opera un assoluto equilibrio d'insieme, costruendola come un prodigioso giocattolo meccanico: il suo terribile significato allegorico è accessibile solo a chi può e vuole intenderlo, e non danneggia mai la componente immaginativa del racconto né le sue suggestive costruzioni fantastiche."
  
Fonte: Amazon 

<< Il suo terribile significato allegorico è accessibile solo a chi può e vuole intenderlo >>; il libro racconta le disavventure per mare Lemuel Gulliver, un medico di bordo che incontra esseri e popolazioni fantastiche su isole immaginarie. Il signifiato allegorico è celato dall'avventura romanzata, il lettore deciderà quindi se percepire il libro come manifesto misantropico o come diario di un avventura nei mari settecenteschi.

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Il mio parere su questo volume e come l'ho scoperto:

Sono pervenuta a questo libro un giorno di qualche mese fa mentre ero intenta a curiosare nelle numerose librerie di mio padre, come sempre ricolme di volumi.
Notai subito la semplicità di quel libro che spiccava tra i numerosi dorsi decorati, il titolo non potè farmi trattenere dal prenderlo e nasconderlo nella mia stanza per leggerlo.

Mia nonna materna mi raccontava sempre, prima di addorementarmi, le avventure di Gulliver nel paese dei Lillipuziani; io da "I viaggi di Gulliver" mi aspettavo solo la descrizione di un'entusiasmante avventura in paesi ignoti al genere umano e, invece, mi sono ritrovata a leggere le profonde analisi e critiche di un uomo verso la sua epoca.

 Sono rimasta ammaliata da questa lettura, la traduttrice Lidia Mazzolani ha mantenuto lo stile semplice di Swift ricamandolo però con forme e parole che richiamano il tempo antico in cui è nato il libro.
Il linguaggio consente una lettura fluida e di media velocità, anche se personalmente ho preferito leggere con moderatezza in modo tale da carpire le tante allegorie e ironie.
Lo stile settecentesco di questa versione distacca il lettore dalla storia che diviene un mero resoconto di viaggi; io non mi sono sentita emotivamente coinvolta dalle emozioni del protagonista, ero semplicemente interessata ed incuriosita da ciò che egli viveva e scopriva. Il sentimento che questo libro ha risvegliato in me è la curiosità e l'interesse nel scoprire il diverso.
Codesta caratteristica mi ha fatto concepire  "I viaggi di Gulliver" come un trattato scientifico d'epoca: freddo, distaccato, altamente descrittivo e particolarreggiato.

Ho trovato estremamente interessanti i riferimenti: medici, entomologici, sociali e politici; essi hanno contribuito a svelare il mondo settecentesco in cui l'autore è vissuto.
Ovviamente, tutte le descrizioni sono influenzate dall' opinione che Swift aveva dell'uomo e della sua personale concezione del mondo.

Emerge il modo ironico ed elegante con il quale l'autore ha voluto criticare fortemente i governanti del suo tempo; il metodo con cui egli ci porta a questa ironia lo definirei sistematico: Swift trova occasione di inserire nella storia critiche, descrizioni, ironie sul sistema politico, finanziario, giuridico e sulla morale dell'uomo ogni volta che Gulliver sbarca su di un nuovo continente.

E' infatti il confronto con le altre etnie e culture che porta Gulliver a descrivere il mondo europeo percepito attraverso i suoi occhi e quindi, attraverso quelli dell'autore.

 

 Per concludere mi soffermerei su di una parola: "misantropico". 
Questo termine racchiude la completa concezione che Swift, secondo il mio parere, ha dell'uomo del XVIII secolo.
In ogni capitolo vi è un rimando alla società violenta, crudele, ingiusta del mondo occidentale; a volte le popolazioni che Gulliver incontra possono apparire migliori degli uomini europei ma, presentano sempre degli aspetti negativi che le caratterizzano e che comunque le rendono imperfette e vicine a quella stessa società che l'autore ripudia.
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Vi consiglio di leggere questo libro "assaporando" ogni suo aspetto: l'avventura, la misantropia e l'analisi critica.
In questo modo giungerete a diverse riflessioni ed ipotesi sul significato e sul messaggio racchiuso nell'opera di Jonathan Swift.
Non ho riportato le mie interpretazioni poichè scriverle, cercando di realizzare un post di una lunghezza media, sarebbe stato riduttivo.
Se siete ragazzi frequentanti la classe terza o quarta liceo dovreste leggere "I viaggi di Gulliver" per prendere parte ad una diversa visione dell'epoca seicentesca/settecentesca.

Vi auguro fortemente questo libro, a me è piaciuto molto, ho amato farmi sorprendere dalla su tante sfaccettature.

Un abbraccio,
Erica.




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