venerdì 17 giugno 2016

I miti degli dei - Luciano De Crescenzo


Oggi desidero parlarvi di un libro che ho letto in questi giorni: "I miti degli dei" di Luciano De Crescenzo.
Se ancora non sapete in cosa consiste questa rubrica, chiamata "Libri e miei pensieri", visitate il primo post in cui essa è presentata (clicca qui).
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I miti degli dei di Luciano De Crescenzo

Informazioni principali:
Titolo:  I miti degli dei

Autore: Luciano De Crescenzo

Genere: Saggio
Lingua: Italiano

Anno di pubblicazione: 1993

Casa editrice: Arnoldo Mondadori Editore
Pagine: 129

ISBN: 88-04-37480-2

Struttura: Il saggio è diviso in 18 capitoli, ai quali corrisponde la storia di un dio o una o più vicende mitologiche.

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Presentazione: 
Questo libro è un saggio semplice che illustra le vicende e la nascita degli dei più importanti.
Gli argomenti mitologici trattati sono: la cosmogonia (nascita del mondo), La guerra dei Giganti, Prometeo, Il Diluvio Universale, Zeus e Era, Ade, Afrodite, Apollo, Ares, Artemide, Atena, Demetra, Dioniso, Efesto, Ermes, Estia, Pan e Poseidone. 
Ad ogni argomento dell'elenco corrisponde un capitolo.

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Il mio parere su questo volume e come l'ho scoperto:  

Ho scoperto "I miti degli dei" esplorando la libreria di mio padre; dato che egli mi ha sempre consigliato i libri di De Crescenzo ho voluto iniziare a conoscerli da questo. 
Mi sembrava un volume interessante e semplice che, nel contempo, sembrava poter soddisfare in parte il fascino che provo per la mitologia greca.

Il linguaggio utilizzato da De Crescenzo è semplice, scherzoso e spesso include termini moderni e popolari riferiti a vicende/atti ellenici. Questo approccio fresco e dinamico rende questa lettura adatta ai momenti di tranquillità e riposo, quando non si ha la voglia di iniziare libri complicati o pesanti.
Inizialmente, ho faticato ad apprezzare questo tipo di scrittura in quanto, per un argomento come la mitologia, avrei preferito un linguaggio maggiormente aulico che imprimesse importanza e suntuosità alle vicende divine. Proseguendo nell'esplorazione del volume tuttavia, ho compreso che codesto saggio è stato creato per giungere ad un vasto pubblico; la semplicità del lessico e della forma sono necessarie per rendere le informazioni riguardanti la mitologia accesibili a tutti. "I miti del dei" è, secondo il mio parere, stato scritto con l'intenzione di incuriosire il lettore e di portarlo ad approfondire in modo autonomo questo universo ultraterreno che i greci ci hanno donato.
 Ho apprezzato molto la presenza di estratti tradotti di opere elleniche e romaniche, essi vengono posti nella narrazione in modo tale da completarla.
Qui ve ne riporto un esempio:
"All'educazione del futuro re dell'Olimpo provvidero due ninfe, Io e Adrastea, e una capra di nome Amaltea.

Le ninfe lo nutrirono con una miscela di latte e miele e lo fecero allattare da una capra chiamata Amaltea. Ancora oggi rimangono molte tracce del fatto che il Dio sia nato e sia stato allevato nell'isola di Creta. Si racconta a tale proposito che Zeus, per ringraziare le api che gli avevano fornito il miele, mutò loro il colore, rendendolo simile a quello dell'aureo rame e, dal momento che esse abitavano in luoghi molto rigidi, le rese tutte resistenti insensibili al freddo. (Diodoro Siculo, V, 70.)".

Il saggio presenta come primo argomento la cosmogonia (=nascita del mondo) e affronta il mito pelasgico, il mito orfico e il mito olimpico. Personalmente ignoravo l'esistenza di questi tre racconti e vi invito ad approfondirli.
De Crescenzo si concentra sul mito olimpico, dal quale si originerà tutta la stirpe degli Dei e attraverso il quale sarà introdotta la narrazione dei diversi miti:
"Dal Caos emerse la Madre Terra (Gea) che generò Urano (il Cielo). Questi, sebbene fosse suo figlio, si innamorò di Gea e dalla loro unione nacquero i giganti Centimani (Briareo, Gige e Cotto), i Ciclopi (Arge, Sterope e Bronte), le Titanidi (Tia, Rea, Temi, Mnemosine, Febe e Teti) e i Titani (Oceano, Ceo, Iperione, Crio, Giapeto e Crono). Urano confinò i Titani appena nati nel Tartaro per paura di essere deposto; Gea per vendicarsi affidò a Crono il compito di eliminare il padre mediante l'evirazione. Dalle gocce di sangue cadute dal membro di Urano nacquero le Erinni e, nel momento in cui esso toccò la spuma del mare, si tramutò nella dea Afrodite. Con il regno di Crono ci furono cinque età diverse, prima di arrivare a quella che noi oggi conosciamo: quella dell'uomo. Ci furono l'Età dell'Oro, l'Età dell'Argento, l'Età del Bronzo, l'Età degli Eroi e per ultima quella già citata."
Fonte

Attraverso questo libro, dopo aver letto delle Guerre dei Giganti e delle diverse vicende che coinvolgono gli dei, si comprende quanto intricata sia la mitologia greca: ricca di controversie, erotismo, sesso, amore, lussuria, incesti e tradimenti. Numerose volte ho pensato che la vita umana fosse meno complicata di quella degli abitanti dell'Olimpo. Gli Dei sembrano l'incarnazione dei difetti umani! Non pare anche a voi?

"I miti degli dei" molte volte mi ha fatta sorridere; ho trovato divertente il dio Dioniso, amante ed inventore del vino. Egli mi è sembrato la personificazione della famosa frase di Oscar Wilde: "L'unico modo per liberarsi di una tentazione è cedervi". Dioniso è infatti il dio più disinibito dell'Olimpo, egli ostenta la sua curiosa capacità di cedere alle tentazioni senza curarsi delle etichette morali.

Spiritosa è la descrizione che De Crescenzo dà di Ares: "Fisico alla Rambo, faccia cattiva alla Jack Palance, ecco a voi Ares, il Dio della Guerra, Marte per i Romani. Lui, quando scoppiava una guerra, non parteggiava per nessuno. L'unica cosa che gli importava era il numero di morti: più ce n'erano e più era contento.". Ancora più esilerante il fatto che il Dio della Guerra, nonostante le sue capacità militari e il suo fisico prestante, nell'Iliade durante la battaglia tra Achei e Troiani, venne sconfitto da Atena.
La Dea della sapienza sembra essere infatti, la divinità più forte dell'Olimpo; ella abbonda di tecnica, intelligenza e forza!

Desidero riportavi qui di seguito un mito, estratto dal libro, che ho apprezzato particolarmente: la storia di Apollo e Dafne.

Apollo e Dafne



"Eros, un giorno, si stava esercitando con l'arco e le frecce, quando fu preso in giro da Apollo.
<< Cosa fai, o fanciullo, con quell'arnese tra le mani? >> gli chiese il Dio ridendo. << Lascia che le armi siano usate da chi le conosce a fondo, e sappi che io, con i dardi, ho sterminato i miei rivali! >>.
<< Apollo può colpire tutti, >> rispose Eros  << ma io sono in grado di colpire Apollo. >>.

E dalla feretra colma estrasse due saette di diverso effetto, una che accende l'amore e l'altra che lo scaccia. La prima è d'oro e brilla nell'angusta cuspide, la seconda è spuntata e sotto l'asta cela il piombo. (Ovidio, Metamorfosi, I, 452 sgg,)

Con la prima, quella che fa innamorare, Eros colpì Apollo,  con la seconda Dafne, figlia di Peneo, proprio nell'attimo in cui i due si incontrarono. Risultato finale: la vergine fuggì disgustata, inseguita da un Apollo più infatuato che mai.
Ora, bisogna sapere che, a causa della ninfa Dafne, Apollo si era già macchiato di un orrendo delitto. Era venuto a sapere che un certo Leucippo la corteggiava e aveva consigliato al giovane di travestirsi da donna, in modo da poterla avvicinare senza destare sospetti, dopo di che aveva convinto Dafne con tutto il suo stuolo di ninfe a fare il bagno nude. Quando le leggiadre fanciulle si accorsero che Leucippo era un maschio, lo massacrarono. Eliminando il rivale, si trattava ora di convincere la ninfa. Il compito, però, si presentò subito improbo: Dafne, a parte la freccia, era riluttante di suo. Decisa a difendere la propria verginità, rifiutava qualsiasi approccio amoroso.

Paga dei recessi  dei boschi e delle spoglie di fiere catturate, immagine stessa della vergine Diana, Dafne con una benda teneva a freno i capelli  lasciati senza cura: molti la desideravano, ma lei, sdegnosa verso i pretendenti, intollerante e ignara del maschio, si aggirava per inaccessibili selve, nè si chiedeva cosa fosse Imene, nè si chiedeva cosa fosse Amore. (Op. cit., I, 475 sgg.)

Apollo fece di tutto per convincerla. Le disse pure: << Lei non sa chi sono io! >>, più precisamente: << Nescis, temeraria nescis, quem fugias ideoque fugis! >>, ovvero: << Tu non sai, o temeraria, chi fuggi e solo per questo fuggi! >>.
A volte poi diventava così tenero che più tenero non si può:

<< O ninfa, figlia di Peneo, ti prego: non fuggire! L'agnella fugge il lupo, la cerva il leone, le colombe dall'ali spaurite fuggono l'aquila, ma oggi chi t'insegue non è un nemico, è amore! Bada piuttosto a non cadere, deturpandoti il viso, che i rovi non segnino le tue gambe immeritevoli di graffi. E se mi prometti di fuggire più lentamente, io ti prometto d'inseguirti più lentamente ancora. >> (Op. cit., I, 504 sgg.)

Comunque, tutto fiato sprecato: una volta raggiunta dal Dio, Dafne invocò suo padre, il fiume Peneo:

<< O padre, dammi soccorso, e voi fiumi, se solo è in vostro potere, mutate la mia immagine, se è questa che mi rende desiderabile. >> E aveva appena terminato tale supplica, quando un torpore le invase le membra, il corpo le si coprì di una tenera corteccia, le chiome si mutarono in foglie, le braccia in rami, e i piedi, fino a quel momento veloci, si fissarono al suolo come immobili radici. E pur così Apollo l'amava.
(Op. cit., I, 545 sgg.)

Questo era il mito di Dafne, romantico e triste allo stesso tempo. Mi strugge la descrizione di lei che lentamente muta in alloro.

Spero che attraverso questo estratto abbiate carpito lo stile leggero e incalzante dell'autore, le parti in grassetto sono gli inserti tratti da opere arcaiche.
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In conclusione, ho trovato questo libro piacevole per la sua semplicità e freschezza, consapevole del fatto che non si tratta di un saggio approfondito.
"I miti degli dei" è adatto ad un pubblico molto ampio, dai ragazzi di 14 anni in sù! 
Ve lo consiglio se come me avete bisogno di una lettura leggera ma che comunque insegni qualche nozione, in questo caso mitologica ed etimologica.
Sono curiosa di leggere altri libri di De Crescenzo, in quanto egli in molte sue opere tende a riportare con semplicità concetti filosofici complessi, rendendo la lettura notevolmente più amabile.
Se siete interessati alla mitologia questo testo potrebbe introdurvi in questo mondo complesso con allegria, dandovi un'idea generale della complessità dell'ultraterreno ellenico. 
In seguito, ovviamente, potreste decidere di approfondire le tematiche o i personaggi divini che più vi hanno colpito scegliendo volumi più specifici.

Spero che il mio parere su questo libro vi sia utile,
Erica.


Afrodite nata dalla spuma del mare 


 

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