giovedì 26 maggio 2016

Alda Merini - Nata il ventuno a primavera

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.


(da "Vuoto d'amore")


Sabato 21 maggio 2016 mi sono imbattuta in questa poesia, mi è letteralmente precepitata addosso, come un temporale che ti sorprende all'improvviso. Tutto d'un tratto ti senti bagnato e ti occorre qualche minuto per comprenderne la causa. 

Sembra strano od assurdo, era solo la seconda volta che sentivo citare questa poesia, il tutto in pochi mesi di distanza. 

Ero in libreria a Milano, si scorgergeva il Duomo (o almeno credo), mi capitò in mano un sottile libro, copertina completamente bianca con un papavero rosso impresso sopra; lessi: << Alda Merini - Vuoto d'amore >>. 
Girai il libro per vedere il retrocopertina, nel quale mi aspettavo che ci fosse una presentazione della raccolta o della poetessa (anche se già profondamente nota) ma, vi era solo questa poesia scritta. Ero stupefatta. 

E' strano come a volte le cose si presentino nel momento giusto o accompagnate da una concatenazione di eventi che difficilmente ti fanno dubitare dell'esistenza del destino. Il 21 marzo 2016 una vita a me cara mi ha lasciata, il 21 maggio 2016 questa poesia si è presentata.

Ora, vorrei condividere l'intrpretazione personale che io ho di questa poesia. Non è detto, pertanto, che essa rispecchi il vero significato della composizione o che si colleghi alla vita dell'autrice.

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 Chi nasce il primo giorno di primavera è folle, folle come  il terreno scosso e spezzato dai delicati germogli che emergono dalle scure zolle. La natura si distacca dal buio suolo invernale, come Proserpina che ritorna dagli Inferi portando la primavera e la luce del Sole. La follia è cambiamento, cambiamento che la natura affronta ogni anno; esso comporta paura ed indecisione ma porterà sempre a qualcosa di meraviglioso.

Evolversi è più positivo piuttosto che giacere sempre nello stesso stato.

La tempesta bagna il grano e la giovane erba: ci saranno sempre insidie e difficoltà che ostacolano il cambiamento. Prosepina, portatrice del cambiamento e della pazzia che invade momentaneamente il mondo naturale, non comprende tanta resistenza alla mutevolezza e piange.

Il pianto è la sua preghiera che supplica di accogliere ciò che soggetto al mutamento, il suo pianto è il riscatto dall'immobilità dell'inverno.

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Vi consiglio, se siete interesseati all'analisi e all'interpretazione originale della poesia, di consultare questo documento: https://poesiamusica.files.wordpress.com/2010/11/analisi-del-testo.pdf

Per conoscere Proserpina: https://it.wikipedia.org/wiki/Proserpina

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Buona Giornata a tutti voi.

Erica 

 


 

4 commenti:

  1. Ciao Erica! Voglio farti i complimenti per il tuo blog, è davvero ben scritto e molto utile, mi piace scoprire nuove poesie e mi hai già fatto scoprire tante cose interessanti. Della Merini possiedo la raccolta "Fiore di poesia" , è una poetessa decisamente intensa. La mia poetessa del cuore è Emily Dickinson ma di recente ho scoperto Wislawa Szymborska e mi si è aperto un nuovo mondo ancora! A presto :)

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    Risposte
    1. Grazie mille Sara!
      Sono davvero contenta che il mio blog ti abbia fatto una così buona impressione :D
      Appena ho un attimo di tempo cerco delle informazioni riguradanti le due poetesse che hai citato. Ti chiedo anzi un favore ... consigliami qualche loro componimento e, se mi emozioneranno le inserirerò nella rubrica!
      Grazie ancora,
      Erica.

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    2. Ciao Erica, eccomi di nuovo! Di Emily Dickinson ce ne sono diverse ed è difficile, parlando prevalentemente della morte tutto diventa molto personale, comunque ti direi: "My wheel is in the dark", "Succes is counted sweetest", "Just lost when I was saved", "If you were coming in the fall", "After a great pain , a formal feelings comes" e la famosissima "Love thou art high". Della Szymborska: "Nella Moltitudine" (se vuoi puoi leggerla nel mio post: http://saratraipapaveri.blogspot.it/2016/04/langolo-della-poesia-nella-moltitudine.html ), "La gioia di scrivere", "Torture". "La fine e l'inizio" ... ma ce ne sono moltissime altre, in apparenza semplici, in realtà riescono a sviscerare moltissimi argomenti. Di niente! ^^

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    3. Non appena arriverà il weekand le leggerò tutte e poi ti saprò dire! Grazie per la risposta, sei davvero gentilissima. Passo molto volentieri per il tuo blog!
      Alla prossima,
      Erica

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