domenica 29 maggio 2016

A Piano Odissey - Wired Next Fest 2016

 
Sabato 28 maggio 2016 ho avuto la possibilità di recarmi a Milano per partecipare a Wired Next Fest, festival dedicato alla tecnologia e all'innovazione che ogni anno ha luogo nei Giardini Pubblici Indro Montanelli. 

Personalmente, sono stata entusiasta di vedere coinvolto in questa iniziativa anche il Planetario Ulrico Hoepli. Alle ore 14.00 infatti, si è tenuto un concerto gratuito intitolato "A Piano Odissey"; sono rimasta felicemente sorpresa poiché mi aspettavo che una collaborazione tra il Planetario, due pianisti talentuosi e Wired maturasse un esibizione di 30 minuti circa, ma mi sbagliavo: è durata un'ora .

"A Piano Odissey" ha preso vita essenzialmente grazie a due elementi: un piano e l'astronomia. Essi si sono combinati perfettamente, Andrea Zani e Stefano Nozzoli con dei brani di Urmas Sisak a quattro mani hanno accompagnato le proiezioni sulla volta del planetario. 

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Inizialmente ho potuto assistere al lento tramonto del Sole accompagnato da una delicata melodia tintinnate di note più o meno acute; in seguito, si sono susseguite proiezioni della volta celeste attraversata dalla Via Lattea, qui il ritmo si fece più incalzante, le note più basse e gravi.

Era come se la musica volesse evidenziare l'importanza e la maestosità del cielo stellato che ormai gli uomini hanno dimenticato, era come se la pesantezza della presenza dell'universo intorno a noi si fosse improvvisamente riaccesa, era come se si potesse palpare l'assenza di gravità.

Ero basita, senza parole, quella maestosità scaturì in me una riflessione, da me qui posta in modo poetico:
"L'uomo non rimembra più il celeste vello. 
Poiché l'uomo non lo mira nonostante abbia gli occhi per farlo, nonostante ci siano iridi di vetro che gli permettono di vedere mentre le grinze sulle sue membra avanzano come edera sui muri.
Uomo! Ricordati di volgere lo sguardo verso l'alto, prima che le costellazioni cambino! Prima che l'antico sguardo non possa più mirare lo stesso cielo!"


 Parafrasi/Interpretazione:
L'uomo non può ricordare come è fatto il cielo stellato. Perchè l'uomo ormai non lo osserva o guarda più nonostante abbia gli occhi per farlo, nonostante egli abbia creato strumentazioni (occhiali, telescopi, ecc.) che gli permettono di supperire alle carenze dell'occhio umano che invecchiando deperisce. Uomo! Ricordati di guardarlo il cielo, prima che passi troppo tempo e gli allineamenti apparenti delle stelle cambino! Prima che lo sguardo degli antichi astronomi od osservatori e le immagini che loro avevano trovato negli astri (le costellazioni) non corrispondano più a quelle sulla nostra volta.
La proiezione con accompagnamento musicale terminò con le costellazioni poste in evidenza e le galassie roteanti.

Mi complimento dal più profondo con i pianisti (da me sopra citati), per suonare a quattro mani un solo pianoforte la sincronizzazione deve essere assoluta.

Sono davvero felice che vi siano eventi di questo tipo che possono essere rilassanti e che possono scaturire emozioni e pensieri profondi.

Se siete interessati al nome dei brani suonati: http://nextfest2016.wired.it/events/piano-city-2/

1 commento:

  1. Ho partecipato anche io all'evento. Come sai, condivido le stesse emozioni che ha provato tu.

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