venerdì 21 aprile 2017

Mondo Riverso - 12/04/2017 e giorni successivi

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Dettaglio "Morte di Ofelia", Millais
Mondo riverso.



Ammazzato

dai gas tossici in Siria.



Il fumo s’inerpica

sulle giovani gole.

Pitone silente che stritola agnelli.



Occhi sbarrati,

iridi dilatate,

a catturare

l’ultima luce.



L’ossigeno

inizia a mancare:

terrore

deturpa gli infantili visi.



L’ardente fumo

cuoce la pelle.

Grida soffocate.



Mondo riverso.



Ammazzato

nei lager

come ceceni.



Scariche elettriche

ai genitali,

mutilazioni, percosse,

lividi colorati,

marchi della pelle:

effigi

d’etichette imposte.



Umani morti.

Ma i gay non esistono.

Non in Cecenia.



Mondo riverso.



Ammazzato

da un tir sulla folla.



Pressato

da pensieri sbagliati,

un fratello

stramazza al suolo.

Gravano tonnellate:

mera inaccettazione.



Mondo riverso.



Ammazzato

in Egitto.



Chiese deflagrano

insieme ai figli di Iddio.

Esplosioni

nel nome di Dio.

Altri umani cadono.



Mondo riverso.



Ammazzato

da ogni sguardo sospetto,

mi credi diverso?



Siamo tutti uomini.

Buongiorno lettori,
oggi ho deciso di pubblicare questa mia poesia in seguito all'ennesimo attentato terroristico che ieri sera ha sconvolto la Francia.

Ho scritto questo componimento dal 12 al 18 aprile ispirata, purtroppo, dai recenti fatti di cronaca estera.
L'attacco con armi chimiche avvenuto in Siria il 4 aprile 2017 e l'avventata risposta aerea americana indetta da Trump, che non ha atteso l'intervento dell'Onu, mi hanno terrorizzata. Civili e bambini sono morti sia nella prima offensiva area di Idlib che, nel bombardamento americano, il quale aveva come obbiettivo la base d'aviazione siriana di Shayrat. Scorretto attaccare civili non in grado di proteggersi, disumano l'utilizzo di gas tossici che portano ad una morte lenta ed atroce. Secondo il mio parere personale, è inoltre ridicolo che il presidente americano abbia risposto a questa violazione dei diritti umani causando la morte di altri innocenti, se pur accidentalmente, e scavalcando l'autorità delle organizzazioni internazionali garanti della pace.
Non voglio però addentrarmi nell'ambito politico ed economico poiché non conosco sufficientemente le diverse dinamiche ed i possibili interessi economici che probabilmente hanno motivato le diverse azioni.
Vi consiglio, se come me volete capire qualcosa in più sulla questione Siriana, di guardare questo video realizzato dallo storico svizzero Daniele Ganser:

(Vi chiedo comunque, di non limitarvi a questa fonte e di ricercarne altre, ricostruendo così un panorama storico più completo ed oggettivo)

Un'ulteriore notizia che mi ha scioccata è ciò che è avvenuto, e che ancora avviene, in Cecenia.
La Cecenia è una repubblica della Federazione Russa, il cui governatore, da ormai 10 anni, è Ramzan Kadyrov.
Proprio in queste settimane, il periodico russo, libero ed indipendente, Novaja Gazeta ha pubblicato un'inchiesta che porta alla luce le persecuzioni degli omosessuali in Cecenia. Testimoni riportano che le forze dell'ordine arrestano, picchiano e torturano persone sospettate di essere omosessuali. Alcune ex caserme, inoltre, sono state trasformate in veri e propri lager, nei quali omosessuali sono sottoposti ad elettro shock ai genitali, picchiati, quasi soffocati con sacchetti di plastica ed appesi per polsi e caviglie. Almeno tre persone sono morte a causa di queste martorazioni. L'elemento più inquietante, è però la risposta del primo ministro Kadyrov: egli ha smentito le accuse negando l'esistenza di persone omosessuali nel Paese e, sottolineando, che "se tali persone esistessero in Cecenia, le forze dell'ordine non dovrebbero preoccuparsi di loro dal momento che ci penserebbero gli stessi familiari a spedirli da dove non possono più tornare".

Per saperne di più, leggete questi due articoli:


La distruzione delle due chiese copte in Egitto, avvenuta nella Domenica delle Palme, ha "concluso" questo ciclo di atrocità.

Ho voluto riassumere tutte le notizie di cronaca che mi hanno portata a scrivere "Mondo riverso", in modo tale che capiate i riferimenti ai recenti avvenimenti che, magari, vi sono sfuggiti.
 
Ogni volta che rileggo questa mia poesia una sensazione spiacevole mi attanaglia lo stomaco, facendomi stare male; è forse perché essa racchiude il laido del mondo?
Mi rendo conto che è brutale e crudo il modo in cui espongo la violenza in questo scritto ma, a volte, sono proprio gli "schiaffi" che ci risvegliano e che ci fanno cambiare.
Non voglio dare ulteriori spiegazioni, poiché credo che i miei versi racchiudano ogni mia emozione e riflessione, rendendovi partecipi al "lutto universale" che ho vissuto in questi giorni.
 
Spero che la mia poesia vi faccia riflettere, almeno per un istante.
Un bacio,
Erica.



martedì 4 aprile 2017

Ricordi di un ragazzo del '35 - Locomotive a vapore, vecchie signore borghesi che fumano sigarette

Risultati immagini per locomotiva a vapore 

Ilario Regalin
 Locara, Veneto, Italia.
 1945 circa

Quando avevo all'incirca una decina di anni, i vagoni dei treni erano ancora trainati da massicce locomotive dalle quali il fumo usciva come dalla sigaretta di un'anziana signora borghese.
Nella matrice vi era la caldaia, più macchinisti vi lavoravano sopportando temperature molto elevate, il carbone doveva essere inserito nella fornace ad un ritmo serrato per evitare che il treno perdesse velocità.
Attaccato dietro alla locomotiva trainante, vi era un grande vagone scoperto traboccante di carbone pronto per essere arso; talvolta, il cassone era talmente pieno che alcuni pezzi del combustibile rotolavano giù dall'alta pila e finivano tra le assi dei binari.
Noi bambini, quando ci capitava di essere in prossimità della ferrovia, andavamo alla ricerca di quei grossi pezzi di carbone e li portavamo a casa. Erano perfetti per ravvivare il fuoco del camino, sul quale il paiolo pieno di polenta sfrigolava placidamente.

Noi conoscevamo bene la ferrovia e le abitudini di quelli che vi lavoravano; sapevamo che puntualmente era necessario sostituire le assi di legno che tenevano uniti i binari di ferro. Gli addetti segavano le assi, lunghe più o meno un metro, in pezzi più piccoli che noi di nascosto rubavamo e portavamo a casa. Nel focolare bruciavano meravigliosamente, sprigionando un fitto fumo nero, grazie alla catramina che ne ricopriva la superficie, serviva per impermeabilizzare il legno che si logorava meno velocemente.

Allora non si buttava via nulla, ogni cosa veniva riutilizzata al meglio.
Cari lettori,
spero che questa nuova puntata de "Ricordi rubati" vi sia piaciuta.
Non dimenticate di condividere nei commenti le vostre memorie, le pubblicherò volentieri.

A presto,
Erica
Firefly Pointer